ingresso €15
ridotto €13
Nove è la misura del tempo, nove è il simbolo della femminilità.
È il numero dell'attesa della vita e in qualche caso della morte, il numero sacro che potentemente indica la conquista della libertà. Come attraverso i nove mesi della gravidanza ogni piccolo corpo conduce la propria conquista per abbandonare la forma embrionale e approdare alla scoperta della propria identità, attraverso i quadri di questo spettacolo una donna ripercorre le impronte che la sua storia familiare ha scavato nelle sue relazioni passate e presenti. Treni, lacrime, sorprese, abbandoni, innamoramenti, sovvertimenti, paure, poesie, rimpianti, profezie: multipli e sottomultipli di questo numero naturale e allo stesso tempo sovrannaturale, terreste e magico, così poco indagato, la conducono oltre la dinastia femminile da cui proviene per approdare infine all'identità di una nuova famiglia, la sua, dove un'altra figlia nasce dall'amore di due madri. La storia di una donna siciliana - figlia, nipote, moglie e madre innamorata - diventa il monologo ironico e commovente di un'attrice che realizza la necessità di raccontare la sua vera storia affinché possa farsi voce di molte storie: quella di tutti i generi di famiglie. E diventa l'emblema di una storia italiana, che italiana è anche nella fatica delle ipocrisie, nel silenzio della legge e nella forza del teatro, che invece con i propri strumenti prova a raccontare ogni espressione naturale dell'amore e contribuisce a rivendicare i diritti ineludibili di ogni figlio. La verità essenziale di una nuova vita che nasce chiude un cerchio e ne apre un altro. Così questo spettacolo chiude un cerchio e ne apre un altro, impegnandosi a diventare il primo tassello di un più ampio puzzle che nel tempo coinvolgerà altre famiglie, altri figli, altre storie.


